musei ed arte

 

 

OPERE DEL MASACCIO NEI MUSEI DELLA TOSCANA

 

In una terra ricca di storia come la Toscana i musei non sono pochi ed alcuni meritano sicuro interesse per gli artisti che vi sono rappresentati. Qui ci dedichiamo alle opere di un singolo pittore quale Masaccio ed ai relativi percorsi museali.

Tutto ciò senza dimenticare ovviamente gli affreschi dell'artista nella Cappella Brancacci nella chiesa fiorentina di Santa Maria del Carmine (tappa essenziale per la conoscenza dell'artista), quelli della Trinità in Santa Maria Novella e poi tanti dipinti ormai fuori dall'Italia.

Tommaso di ser Giovanni di Mone Cassai (detto Masaccio) nacque nel dicembre 1401 in quel borgo che ora si chiama San Giovanni Valdarno e che all'epoca era una recente acquisizione della repubblica fiorentina. L'artista morì giovanissimo a Roma nel 1428, quindi le sue opere non sono molte.

 

Masaccio, casa natale
casa natale di Masaccio a S.Giovanni Valdarno-foto ap
Nel museo locale presso la Basilica di Santa Maria delle
  Grazie sono esposte alcune opere del fratello di Masaccio (lo Scheggia)
ed una notevole Annunciazione del Beato Angelico

 

DIPINTI A CASCIA DI REGGELLO ED A PISA

Una delle prime opere attribuite a Masaccio è il Trittico di San Giovenale (datato 1422 e realizzato all'epoca per una piccola chiesa) ora esposto nel museo di Arte Sacra a Cascia di Reggello (Fi). Tale museo è dedicato all'artista ma espone anche altre interessanti opere.

Il Vasari accennava, senza averne preso visione, ad opere giovanili del pittore nella sua zona d'origine ed il piccolo borgo di San Giovenale è a circa due km da San Giovanni Valdarno, ma questa opera fu attribuita al Masaccio solo negli anni sessanta dopo un restauro ed il rinvenimento della data " 23 aprile 1422".

 


il Trittico di San Giovenale, foto wiki,
E' possibile che il trittico sia rimasto a Firenze breve tempo, comunque a parte un cenno documentale del 1711
solo nel 1718 il curato locale ne fece una buona descrizione ed evidenziò per primo la data 1422


vecchia foto: il museo è allestito nell'antica pieve di San Pietro a Cascia di Reggello


Nel 1402 i Carmelitani chiesero a Masaccio la realizzazione di un grande polittico per una cappella della chiesa pisana di Santa Maria del Carmine. Si ha ampia testimonianza del Vasari che lo vide alla sua epoca. Purtroppo tale opera fu smembrata intorno XVII secolo ed a Pisa è rimasta la sola tavola con San Paolo. Altre parti sono in diversi musei o si sono perse. A Napoli-Capodimonte è conservata la piccola tavola con la Crocifissione (fu acquistata nel 1901 ma solo successivamente si comprese che faceva parte dell'antico polittico pisano). Sono invece allo Staatliche Museen di Berlino quattro pannelli laterali e tre parti della predella. Altre due tavole sono rispettivamente a Londra e Los Angeles. Per le parti mancanti è caduto il buio del tempo.
 


Pisa, museo San Matteo
ingresso museo nazionale di San Matteo a Pisa, foto ap
Nel museo pisano sono ovviamente esposte numerose altre opere d'arte

 


San Paolo, unica tavola rimasta in loco del trittico pisano



 

DIPINTI AGLI UFFIZI ED AL MUSEO HORN

 

Firenze, panorama

 

Agli Uffizi sono esposte due opere riferibili all'artista in oggetto. Relativamente alla prima opera, riportiamo la nota di una collaboratrice esterna.


la Madonna col bambino, foto wiki


La “Madonna Casini ” (Madonna col bambino), detta anche “Madonna del solletico”, fu scoperta solo nel 1947, tra le varie opere d'arte italiane recuperate ai nazisti, da Rodolfo Siviero e solo nel 1950 lo studioso Roberto Longhi attribuì l'opera a Masaccio.
Si tratta di una tempera su tavola di dimensioni molto piccole attualmente conservata presso gli Uffizi di Firenze e il cui committente fu Antonio Casini (probabilmente in occasione della sua nomina a cardinale nel 1426) come dimostra lo stemma riportato sul retro.
L'iconografia risulta piuttosto insolita. Su uno sfondo dorato, la Madonna tiene in braccio il Bambino e, osservandolo con un'espressione velatamente triste, quasi a presagire il sacrificio che si compierà, lo benedice alzando due dita, gesto, quest'ultimo, che si tramuta quasi in una più familiare forma di solletico che fa sorridere in modo molto naturale il bambino mentre stringe il polso e l’avambraccio della madre con le mani. Il volto di Maria non si discosta molto da quelli che erano i canoni imposti dall'iconografia del tempo; tuttavia il Masaccio coglie un momento di intimità tra madre e bambino raramente presente in altri dipinti dell'epoca e grazie al quale viene tuttora considerato il precursore di un nuovo “linguaggio sperimentale”.
Di particolare rilievo è il pendente di corallo rosso al collo del Bambino: esso è un amuleto, molto diffuso nella pittura rinascimentale; il colore rosso del corallo aveva lo scopo di ricordare il sangue di Cristo simboleggiandone la doppia natura, umana e divina. Il decentramento del gruppo e la rotazione di tre quarti rispetto all’asse centrale del dipinto, conferiscono plasticità ai personaggi, quasi come fossero in movimento e di passaggio. A tal proposito, le pieghe e le orlature dorate del mantello della Vergine, non hanno puramente scopo decorativo ma scandiscono i piani.
Lo stesso discorso può essere affrontato per le aureole: esse, pur non essendo in prospettiva, danno l’idea di piani spaziali diversi attraverso il gioco di incastro l’una nell’altra.  (F.P.)
 

La seconda pittura presso gli Uffizi è una tempera su tavola (Sant'Anna Metterza ovvero Madonna col Bambino e sant'Anna) che a quanto sembra Masaccio realizzò in collaborazione con Masolino da Panicale (che comunque frequentava spesso). Il Vasari riferiva che l'opera fosse stata dipinta solo dal Masaccio mentre analisi successive attribuiscono a Masolino le parti riguardanti S.Anna e gli angeli.

°°

Non fu questa l'unica collaborazione fra Masaccio e Masolino da Panicale. Infatti furono diverse. Nei musei fiorentini fra l'altro c'è evidenza di un'altra probabile collaborazione per il c.d. Trittico Carnesecchi, parzialmente dedicato alle vicende di San Giuliano ecc.. Lo stesso era anticamente ubicato in una cappella della chiesa di Santa Maria Maggiore. Pure qui riferiva il Vasari che precisava un dettaglio: "...e nella predella fece alcune figure piccole della vita di Santa Caterina e San Giuliano che ammazza il padre e la madre e nel mezzo fece la Navità..." .

Come successe per il trittico di Pisa e per la pala Colonna (che stava a Roma nella basilica di Santa Maria Maggiore),  anche in quest'ultimo caso abbiamo tre pezzi staccati e ne manca qualcuno. Il primo (attribuito a Masolino) è a Firenze presso il Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte, un altro (mal conservato, ma trattasi di scomparto della predella) è anch'esso a Firenze (Museo Horne) e sarebbe con buona probabilità di mano del Masaccio. L'ultimo pezzo di Masolino è invece presso il Museo Ingres di Mountaban nel sud della Francia. E quest'ultimo museo elenca nel suo catalogo anche un apôtre (apostolo) del Masaccio (??)

 


il museo Horne (via dei Benci 6) oltre alla citata opera di Masaccio
espone anche dipinti di Giotto, Beccafumi, Lippi, Botticelli, ecc.
ed ogni tanto cura delle mostre come quella sopra ricordata
Il museo fu costituito grazie al lascito di Herbert Percy Horne


vecchia Firenze
una visuale di Firenze, foto ap



 

 

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