chiese e palazzi


L'insula Mattei a Roma fra storia ed arte



la fontana delle tartarughe a piazza Mattei è l'elemento più celebre dell'isolato, foto ap 2012
la piazza era inclusa fra le pertinenze della famiglia Mattei e la fontana fu realizzata da Giacomo della Porta
e Taddeo Landini, mentre le tartarughe furono poi aggiunte nel 1658 circa

 
Nei pressi delle rovine del teatro che in epoca romana era stato costruito da Lucio Cornelio Balbo, in una zona inclusa fra il ghetto e via Paganica, la famiglia Mattei -alla fine del XV secolo- acquisì diversi edifici ed altri spazi anche al fine di concentrare le diverse attività della famiglia. E poco dopo nella stessa area furono costruiti alcuni splendidi palazzi patrizi. In ordine temporale la prima realizzazione fu quella del palazzo Mattei di Paganica (nel 1927 acquistato da Giovanni Treccani per la sede della famosa Enciclopedia), il secondo edificio fu voluto da Alessandro Mattei e passò successivamente ai Caetanei di Sermoneta (ora c'è la sede di una fondazione), altri due palazzetti- in piazza Mattei (*) - derivarono dai restauri cinquecenteschi di un precedente edificio della stessa famiglia, infine fra il 1591 ed il 1611 fu costruito- per volontà di Asdrubale Mattei e grazie ai progetti del ticinese Carlo Maderno- il bel palazzo Mattei di Giove che illustriamo particolarmente in questa pagina e che è notevole per le tante opere d'arte che vi sono ubicate.

In particolare nelle sale ora occupate dal Centro Studi Americani si possono ammirare-nei soffitti- interessanti affreschi di Francesco Albani, Giovanni Lanfranco, Pietro da Cortona, Paul Brill ed altri. In una piccolissima cappella sono visibili anche degli affreschi di Antonio Pomarancio. Diverse decorazioni si trovano però anche negli altri due spazi di Palazzo Mattei di Giove ( attualmente occupati dalla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea e dalla Discoteca di Stato). In questo bel palazzo hanno soggiornato nel passato alcuni personaggi illustri come ad esempio Giacomo Leopardi (imparentato con il ramo Antici-Mattei).


il cortile principale di Palazzo Mattei di Giove, foto ap 2012
alcuni elementi marmorei provengono dalle collezioni di antichità romane dei Mattei


 

 

vedute diverse dei due cortili (ingrandibili), foto ap 2012

 


riutilizzo di sarcofago dell'antica Roma e stucchi lungo la scalinata del palazzo, foto ap 2012
Gli stucchi  sono riferibili alla bottega di Donato Mazzi




il loggiato con i suoi decori, foto ap 2012

 


soffitto con affreschi di Pietro da Cortona
ed un collaboratore

I Mattei, come molti notabili del tempo, amavano molto l'arte e pertanto cicli di affreschi sono anche in altri due palazzi sopra accennati. Da segnalare in particolare: gli affreschi del palazzo ora detenuto dall'Istituto dell' Enciclopedia Italiana (sala Igea e soffitto in alcune stanze del primo piano) e quelli del piano nobile di palazzo Mattei-Caetani dove intervennero anche Federico e Taddeo Zuccari.

 

palazzo Mattei -Caetani , foto ap

 Mattei-Paganica (Enciclopedia), foto ap

 

(*) secondo quanto riferisce il Vasari il giovanissimo Taddeo Zuccari, dopo un breve esperimento, fu incaricato da Iacopo Mattei di dipingere in chiaro scuro la facciata di una casa di piazza Mattei con affreschi -ora non più visibili -sulle vicende di Furio Camillo.

 



 

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