opere nei
musei di Europa
Vermeer il genio di Delft
Impressioni su “La ragazza con
l’orecchino di perla” o “Ragazza col turbante ”
Johannes (Jan) Vermeer nasce a Delft il 31 ottobre del 1632.
Il padre affianca all’attività di tessitore di seta anche quella di commerciante
d’opere d’arte, sancendo probabilmente in tal modo l’incontro di Jan con la
pittura. La formazione di Vermeer rimane per molti aspetti sconosciuta ed
oscura. Sappiamo solo che nel dicembre del 1653 diventa membro della
Corporazione di San Luca ( definita altresì Gilda di San Luca, un movimento di
origine barocca che si sviluppa nella Fiandra), per poi diventarne capo nel 1662
affermandosi sia come persona che come artista.

quadro "la lattaia" (foto, fonte wikipedia)
conservato ad Amsterdam, Rijksmuseum
Poco rimane di questo favoloso pittore se non una quarantina di opere: dipinti
che rappresentano la circoscritta ed umile realtà di Delft e che raffigurano
episodi di vita quotidiana come ad esempio “La merlettaia ” o “La lattaia
”.

il celebre quadro di Vermeer : ragazza
con turbante e perla
-foto wikipedia
esposto al
Mauritshuis come da scheda precedente
Il
suo nome è ricordato principalmente grazie al suo più celebre dipinto, “Ragazza
col turbante ” o, più semplicemente, “La ragazza con l’orecchino di perla ” . Un
quadro di ridotte dimensioni (44,5 x 39cm) che sprigiona nel suo fondo
d’oscurità una luce e una sensualità uniche, tali da considerarlo “La Gioconda
Olandese”.
Osservando l’opera nel dettaglio non si può non rimanere rapiti dal volto della
giovane che trasmette con i suoi occhi una delicata sensualità ed una lucentezza
pari a quella della perla che indossa; il viso leggermente inclinato e volto di
tre quarti e le labbra socchiuse , rese dal pittore volutamente lucide ed
invitanti, conferiscono alla giovane una sensualità unica. Ogni particolare
diventa un corollario rispetto alla lucentezza sprigionata dal suo volto.
Il dipinto , oltre ad un indiscusso fascino, lascia trasparire un significato
più profondo voluto dallo stesso artista: Vermeer, solito raffigurare il corpo
nella sua completezza prima di quest’opera, rappresenta qui l’intimità
dell’anima della fanciulla, un’intimità data dall’intensità dello sguardo e
dalla forza che lo stesso sprigiona in chi la osserva.
Rappresentando la fanciulla con abiti modesti, abbellita unicamente dal
particolare dell’orecchino di gran valore (le perle all’epoca venivano
importate dall’estremo oriente ed erano riservate solo a donne di famiglia molto
ricca), il pittore esprime sulla tela il suo conflitto interiore: la “battaglia”
dei sentimenti che invadeva la sua anima, una nitida rappresentazione di un
amore impossibile e al contempo inevitabilmente presente.
Particolare interesse si deve dare al modo in cui viene dipinto l’orecchino, un
piccolo gioco di chiaroscuro, che rende la lucentezza dell’oggetto unica. Il
tutto con solo una pennellata.
Ecco la grandezza di questo pittore, comunicare raffigurando persone semplici un
immenso mondo di sensazioni interne.
intervento di Federica Pozzato

la città di Delft ha mantenuto molte delle caratteristiche
che aveva ai tempi di Vermeer
(l'artista morto nel 1675
fu sepolto nella locale chiesa detta Oude Kerk)
foto Tomasz Wieja-dreamstime

Vermeer: Cristo in Casa di Maria e Marta
opera esposta alla mostra " Da Vermeer a Kandisky:
capolovori del mondo
a Rimini" (Castel Sismondo dal 21-1-12 al 3-6-12)
foto studio Esseci
°°°
comunque dal 1 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013,
a Roma/Scuderie del Quirinale la mostra "Vermeer, il secolo d'oro dell'arte
olandese"
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