musei ed arte  

  

IL MUSEO DI CLUNY FRA ARAZZI E SMALTI

 

  


l'Hotel de Cluny in antica stampa (1860 circa)


Lo splendido Museo è ubicato dove in epoca medievale c'era la pertinenza parigina della celebre Abbazia di Cluny e nell'antico contesto c'è pure un impianto termale costruito durante la dominazione romana. Il luogo espositivo fu scelto nel 1833 da Alexandre Du Sommerard (un appassionato collezionista di reperti medievali che voleva mostrare quanto accumulato), ma circa 10 anni dopo lo stato francese volle intervenire e fu quindi costituito il "Musee des Thermes et de l'Hotel de Cluny". In tempi successivi le collezioni si sono ampliate anche in nuovi spazi ed attualmente vi sono esposti: sculture di epoca romanica o gotica, arazzi ed antichi tessuti, vetrate, oggetti di oreficeria, avori, armi, oggetti di arredamento ecc.. Negli spazi delle Terme vi sono poi diversi reperti della Gallia romanizzata e dell'alto medioevo. Infine ci sono l'antica cappella e i giardini. Le collezioni sono molte estese e quindi in questa pagina ci limitiamo ad un'introduzione e a qualche approfondimento su arazzi e smalti. Attualmente il museo ai fini delle visite suggerisce alcuni "sentieri di scoperta" : materiali e tecniche, il medioevo di tutti i giorni, mille anni di storia, intorno al Mediterraneo (sostanzialmente un panorama della produzione artistica nell'ambito del Mare Nostrum), le arti (dalla musica all'amor cortese includendo anche gli smalti di Limoges). Un percorso tematico interessante è comunque quello che riguarda alcuni complessi parigini (la Sainte-Chapelle, Notre-Dame e la chiesa di Saint-Germain des Pres).
Nell'ambito della sezione degli arazzi sono presentati diversi esemplari all'epoca prodotti nella zona di Parigi, nella Valle del Reno, ecc.. Qualche volta tali manufatti rievocano scene dell'epoca "cortese" con una certa attenzione alla natura.


ingrandisci: uno degli arazzi de "La vie seigneuriale"


dettaglio di arazzo sulla vendemmia (les vendanges), by A.C.

Due serie di un certo rilievo sono: i 12 arazzi sulle vicende di Santo Stefano che anticamente stavano ad Auxerre e i celebri 6 arazzi relativi alla Dama e l'Unicorno che, fino all'intervento (1882) del conservatore museale (Edmond Du Sommerard, figlio del fondatore), erano nel castello di Boussac (Nuova Aquitania).
Si suppone che intorno al 1500 gli arazzi siano stati commissionati da un esponente della famiglia Le Viste e che l'artista che li realizzò si ispirò alla serie analoga "caccia all'unicorno" ora conservata al Metropolitan di New York. Come in altri manufatti dell'epoca i riferimenti alla flora ed alla fauna sono ben numerosi. Cinque delle composizioni sono dedicate ai sensi (tatto, gusto, udito, odorato, vista) il sesto arazzo -appena in basso- riporta sulla tenda la scritta "Mon seul desir". In queste opere, composte con sapienza pure per quanto riguarda la scelta dei colori, ci sono ovviamente diverse rappresentazioni simboliche. In prima approssimazione: in ogni riquadro la dama, non sempre affiancata da un'ancella, è rappresentata in un giardino fiorito tra un leone, simbolo della cavalleria, ed un unicorno, simbolo di saggezza, purezza e spesso dell’incorruttibilità dei bravi magistrati.

 

 
particolare del sesto arazzo dedicato alla Dama e l'Unicorno, foto di A. Caliò
Dettaglio di altro arazzo della serie , stesso fotografo


  


particolare di diverso arazzo per la Dama e l'Unicorno, foto A.Caliò
Ulteriore dettaglio di arazzo della serie


Altro percorso interessante delle collezioni del Musee national du Moyen Age può essere quello degli smalti di Limoges . Vi sono esemplari molto belli che rimandano alla tradizione produttiva di diverse persone (qualche volta vicine ad ambienti monastici) che, con tecniche sofisticate, operarono per circa 200 anni nel contesto di una città come Limoges che era piccola ma che aveva alcune peculiarità (legami dell'Aquitania con la corte d'Inghilterra, ubicazione della cittadina sul percorso per Santiago de Compostela, presenza di numerose abbazie ecc.). Gli smalti di Limoges dal XII secolo alla fine del XIV secolo furono realizzati con la tecnica del "champlevè ", poi nel cinquecento quest'arte fu molto rinnovata in chiave rinascimentale grazie all'intervento di diversi artisti che adottarono la tecnica della pittura a smalto su rame. Tuttavia Limoges perse il suo ruolo.


colomba eucaristica da Limoges, vecchia foto



cofanetto (reliquario), con re Magi ai fini liturgici, particolare foto A.Caliò
Nello stesso museo è conservato un bauletto che ricorda Thomas Becket


vetrina con alcuni cofanetti smaltati, particolare foto A.Caliò



arredo d'altare da Limoges, vecchia foto




nel museo Cluny sono conservati diversi smalti artistici di Limoges
Dato il contesto nel 2016 vi fu esposto un importante pezzo conservato a Torino (un cofanetto appartenuto al cardinale Guala Bicchieri)




A parte quanto sopra riprodotto o citato, fra le evidenze (comunque numerose) dell'Hotel di Cluny vanno segnalate le seguenti altre opere lavorate a smalto: una croce proveniente dal convento di Bonneval, un medaglione illustrato con cavaliere e falcone, una placca con Gesù in trono, una placca con i Re Magi che era già nella collezione Du Sommerard. Un altro notevole pezzo della raccolta iniziale è un medaglione rappresentante una "sirene-oiseau" (sirena-uccello) secondo alcune fantasie del Medioevo. Infine nella stessa sezione museale è visibile pure un pezzo proveniente dall'Italia in genere attribuito a Jacopo di Cione (fu realizzato con una tecnica del tutto differente e raffigura una ragazza e un liocorno).


nel museo parigino sono ovviamente visibili diversi vetri antichi oltre
a sculture, avori, oggetti di oreficeria (fra i quali l'Antependium di Basilea) e molto altro.





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