chiese e palazzi
La Gerusalemme Liberata di Paolo
Finoglio
nel Castello di Conversano (Bari)

il castello di Conversano(Bari) -foto © Milla 74, dreamstime
Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona
(detto il Guercio delle Puglie per il suo impetuoso carattere da
combattente) talora si compiaceva nell'interessarsi alla cultura ed all'arte.
Fra tante burrascose vicende il feudatario (conte di Conversano)
in occasione del suo matrimonio ebbe occasione di incontrare l'artista
napoletano Paolo Domenico Finoglio (1590-1645) che amava firmare le sue opere come Neapolitanus.
Al pittore il conte affidò inizialmente gli affreschi (storie di
Giacobbe) dell'alcova del castello. Dopo questo primo rapporto, Finoglio
(talora ricordato come Finoglia)
tornò a Napoli dove curò, fra l'altro, alcuni affreschi nella sala capitolare
della Certosa di San Martino. Risalgono probabilmente a tale periodo i
contatti artistici con il caravaggesco Battistello Caracciolo e forse anche con Artemisia Gentileschi
che intorno al 1630 era a Napoli.

ingresso della pinacoteca, foto pro-loco di
Conversano
Ma il rapporto con il conte Giangirolamo Acquaviva, la colta moglie ed altri
esponenti della zona non si era esaurito e pertanto il Finoglio ebbe altre
incarichi a Conversano. Ed a parte alcuni dipinti nella chiesa locale dei SS.
Cosma e Damiano, all'artista (1634 circa) fu commissionato dal conte un ciclo di dieci
quadri dedicati ad altrettanti episodi della Gerusalemme Liberata
(celebre
poema epico di Torquato Tasso).
E queste tele, originariamente in un'altra ala del castello,
sono ora visibili in uno spazio gestito dal comune di Conversano. Oltre che in Puglia ed in
Campania, quadri dell'artista sono visibili in alcuni musei (un dipinto anche a
Budapest).

accesso alla sala che espone il quadro dedicato
all'episodio di Olindo e Sofronia (secondo
alcuni storici dell'arte
questo dipinto prenderebbe spunto da talune tele del Caravaggio)
foto pro-loco di Conversano
(Bari)

quadro "il duello fra Raimondo di Tolosa ed Argante",
foto da wikimedia

quadro "Tancredi e Clorinda",
foto da wikimedia
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