chiese e palazzi

 


Arte nell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
provincia di Siena

 


chiesa dell'abbazia, foto © Mausab-dreamstime


La celebre abbazia toscana fu fondata all'inizio del XIV secolo dal senese Giovanni (poi Bernardo) Tolomei dopo che questo si era ritirato, come eremita, in una zona isolata (detta Deserto di Accona) delle c.d. crete senesi.  Il monastero fu gradualmente costruito dopo la costituzione nel 1319 della Congregatio Sanctae Mariae Montis Oliveti e comunque si concluse parecchi anni dopo la morte del Tolomei (dal 2009 riconosciuto Santo).


dettaglio monastero, foto © Gian Marco Valente, dreamstime

Dopo l'edificazione del grande chiostro, e comunque intorno al 1495, l' abate Domenico Airoldi chiamò l'artista Luca Signorelli per affrescare, con scene della vita di San Benedetto, le diverse lunette dello stesso chiostro. Dopo qualche tempo però il Signorelli ottenne l'importante incarico per la cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto e pertanto, per completare tutto il ciclo, l'abbazia si rivolse anche a Giovanni Antonio Bazzi di Vercelli, meglio noto come il Sodoma.

Nelle "vite.." del Vasari ci sono al riguardo alcuni riferimenti. Relativamente al Signorelli è riportato " ..a Chiusuri in quel di Siena, luogo principale de' monaci di Monte Oliveto, dipinse in una banda del chiostro undici storie della vita e fatti di S.Benedetto..." . E come in altre opere anche nei dipinti dell'abbazia il Signorelli fu ben efficace.

Nel raccontare la vita del Sodoma, il Vasari fu invece parecchio critico: "...capitando poi a Firenze un monaco de' Brandolini, abbate di Monte Oliveto che è fuori della porta San Fraiano, gli fece dipingere a fresco nella facciata del refettorio alcune pitture; ma perchè, come trascurato, le fece senza studio, riuscirono sì fatte, che fu uccellato e fatto beffe delle sue pazzie da coloro che aspettavano che dovesse fare qualche opera straordinaria..."

Ma tale giudizio sul lavoro del Sodoma, all'epoca attuale, risulta facilmente diverso. Una studiosa (*) dei nostri giorni, ad esempio, scrive: "...questi negli affreschi ...a Sant'Anna in Camprena (Pienza) aveva dato prova di saper coniugare i suoi ricordi lombardi...e di timido leonardismo con la moda umbra allora favorita in Siena. Riuscģ ad aggiornare via via queste premesse nelle Storie di San Benedetto....dove il Sodoma graduņ abilmente occheggiamenti romani e fiorentini..."

Il Sodoma completò il ciclo intorno al 1505 mentre un solo altro affresco fu eseguito da Bartolomeo Neroni (detto il Riccio). I visitatori in totale possono quindi ammirare 35 affreschi ed alcuni sono notevoli. I dipinti del Signorelli sono ubicati sul lato ovest.



 pozzo del chiostro,foto © Gian Marco Valente, dreamstime

 


A parte gli affreschi del chiostro grande sono comunque interessanti anche il refettorio, la biblioteca monumentale, il museo che raccoglie opere di varie epoche (dal trecento all'ottocento), l'antica farmacia ed altri ambienti. Nella chiesa sono infine visibili alcune opere d'arte fra le quali un altro affresco del Sodoma.

 


uno degli affreschi del Signorelli, foto da wikipedia


uno degli affreschi del Sodoma, foto da wikipedia


le crete senesi dei dintorni, foto © Gian Marco Valente, dreamstime

 



veduta generale dell'antica abbazia (nell'ambito del comune di Asciano)


(*) cfr Anna Maria Tempesti in "Pittura murale in Italia. Il cinquecento" (Firenze e Toscana)-ed gruppo Sanpaolo

 

HOME